Ponti con storia
I collegamenti fra il programma di storia (Quadro del programma di storia) e quelli di latino e italiano. Come per gli altri ponti: si parte sempre dal documento concreto (testo, data, evento), mai dal tema generico.
1. La Grande guerra: trincea e parola ⭐
Storia: 1915, dalla neutralità all'intervento; la guerra di posizione; il fronte interno.
Italiano: Marinetti e il Futurismo (l'interventismo, la «guerra sola igiene del mondo») vs Ungaretti (Veglia, Cima Quattro, 23 dicembre 1915: la trincea vissuta, non declamata).
Latino: Lucano, l'epos che nega la gloria della guerra (→ Epos e anti-epos).
Sequenza efficace al colloquio: la propaganda interventista → la realtà della guerra di posizione → la parola scavata di chi c'era.
2. Il mito di Roma usato dal fascismo ⭐
Storia: la costruzione dello Stato fascista e il culto della romanità: il littorio, la lupa, le aquile, il «Dux», il bimillenario augusteo (1937-38).
Latino: proprio i testi del programma — la lupa e la fondazione (Livio I, 4 e I, 7), l'aquila imperiale (cfr. Dante - Paradiso, canto VI).
Il punto critico: il regime non "cita" Roma, la manipola — trasforma il racconto fondativo (che Livio stesso trattava con cautela: nec adfirmare nec refellere) in propaganda di Stato. Ottimo esempio di uso pubblico della storia (→ Mito e origini di Roma).
3. Totalitarismo, consenso, servilismo ⭐
Storia: la costruzione dello Stato fascista e dello Stato totalitario nazista; il terrore staliniano.
Latino: Tacito — la fenomenologia del servilismo sotto il principato (senato adulatore, delazione, Annales), la libertà perduta (Dialogus; Historiae I, 1: solo sotto Nerva-Traiano «è lecito sentire ciò che si vuole e dire ciò che si sente»).
Italiano: Montale, Non chiederci la parola (1925: l'anno delle leggi fascistissime e dei manifesti degli intellettuali): il rifiuto della «formula» come dissenso (→ Intellettuali e potere, La decadenza dell'eloquenza).
4. La lettura nazista della Germania di Tacito
Storia: l'ideologia nazista e l'antisemitismo; il mito della "purezza della razza".
Latino: la Germania (Tacito) fu letta dal nazismo come certificato di purezza originaria dei Germani (l'ossessione per il Codex Aesinas, il manoscritto che Himmler voleva per il Reich). Ma Tacito scriveva uno specchio morale per i Romani, non un trattato razziale: il caso è da manuale su come un testo antico possa essere deformato da un'ideologia (→ L'Altro - barbari, schiavi, donne).
5. La guerra civile, antica e moderna
Storia: la guerra civile spagnola; la caduta del fascismo e la guerra civile in Italia (1943-45).
Latino: Lucano, bella plus quam civilia — la guerra fra parenti; il sangue di Remo come archetipo (Livio I, 7).
Italiano: Quasimodo, Alle fronde dei salici: la poesia ammutolita «con il piede straniero sopra il cuore» — l'occupazione e la Resistenza.
6. L'esilio che pensa il mondo ⭐
Storia / Ed. civica: il Manifesto di Ventotene (1941): Spinelli e Rossi, al confino, progettano l'Europa oltre gli Stati nazionali.
Latino: Seneca, Consolatio ad Helviam 6, 2-3 (testo in lingua!): dall'esilio in Corsica, il cosmopolitismo stoico — nessun luogo è esilio perché la patria è il mondo.
Il ponte: due esuli che rispondono alla reclusione allargando i confini dell'appartenenza. Da qui si arriva a Churchill (Zurigo 1946), Schuman (1950), Roma e Maastricht.
7. L'era atomica e Caino
Storia: la Guerra fredda, l'equilibrio del terrore, la coesistenza pacifica e le sue crisi.
Italiano: Quasimodo, Uomo del mio tempo: la «scienza esatta persuasa allo sterminio»; l'uomo dell'aereo e dell'atomica è «ancora quello della pietra e della fionda».
Latino: il fratricidio fondativo (Livio, Lucano): la violenza che si ripete identica sotto tecniche nuove (→ Mito e origini di Roma).
8. Imperialismo, colonie, voce dei vinti
Storia: la politica estera fascista (l'impero, l'Etiopia); la decolonizzazione e il Terzo Mondo nella Guerra fredda.
Italiano: Pascoli, La grande proletaria si è mossa (1911): la retorica coloniale "umanitaria".
Latino: il contro-canto di Calgaco (Tacito, Agricola 30, testo in lingua): ubi solitudinem faciunt, pacem appellant — la voce dei colonizzati scritta, paradossalmente, dal colonizzatore (→ L'Altro - barbari, schiavi, donne).
Vedi anche: Ponti fra latino e italiano — i collegamenti fra le due materie d'indirizzo.