L'Altro: barbari, schiavi, donne
Tesi del percorso: la letteratura imperiale guarda Roma anche da fuori e dal basso — con gli occhi del barbaro, dello schiavo, della donna. Ogni volta, l'Altro diventa uno specchio che giudica Roma.
I barbari (Tacito)
- Agricola 30–32 — Calgaco: Tacito presta al capo britanno la più radicale critica dell'imperialismo: auferre trucidare rapere falsis nominibus imperium, atque ubi solitudinem faciunt, pacem appellant. La «voce del nemico» come strumento di autocritica romana.
- Germania 7–8; 11: i Germani liberi — re dal potere limitato, assemblee, donne venerate (inesse quin etiam sanctum aliquid et providum putant). L'etnografia come specchio rovesciato: ciò che i Germani hanno, Roma l'ha perduto.
- Attenzione critica: non idealizzazione ingenua — Tacito usa l'Altro per parlare di Roma.
Gli schiavi (Seneca)
- Epistulae 47 — servi sunt, immo homines: lo schiavo come conservus perché tutti siamo schiavi della fortuna; il padrone giudicato da come tratta chi non può difendersi. Rivoluzione morale, non sociale: Seneca non chiede l'abolizione, chiede l'umanità.
Le donne
- Livio, Lucrezia (I, 57–59): la pudicitia come valore fondativo; il corpo femminile su cui si gioca il passaggio politico dalla monarchia alla repubblica (→ La morte esemplare).
- Petronio, la matrona di Efeso (Sat. 111–112): l'anti-Lucrezia: la fedeltà esemplare che capitola — la novella smonta l'exemplum.
- Giovenale, Satira VI: il rovescio satirico: la Pudicitia fuggita dal mondo, la luxuria che vendica il mondo vinto. La misoginia come sintomo della crisi morale percepita.
- Tacito, Agrippina (Ann. XIV): la donna di potere come figura tragica e inquietante per la mentalità romana.
Testo-perno consigliato
Il discorso di Calgaco (Agricola 30, in lingua): testo breve, citabile, e da lì si aprono Germania, Seneca e la linea femminile.
Aggancio interdisciplinare
Storia: imperialismo e colonialismo; Educazione civica: dignità della persona, art. 3 Cost.; Italiano/Greco: la voce dei vinti (Ecuba, le Troiane).