Lucano (39 – 65 d.C.)
In una frase: il nipote di Seneca che rifonda l'epica rovesciandola — un poema sulla guerra civile senza dèi e senza eroe, dove la storia di Roma è un suicidio collettivo.
Vita essenziale
- Nasce a Cordova nel 39, nipote di Seneca; educazione retorica e filosofica (stoica) a Roma.
- Prima amico e poi rivale di Nerone (gelosia letteraria del princeps; divieto di recitare i suoi versi).
- Aderisce alla congiura dei Pisoni: scoperto, costretto al suicidio nel 65, a 25 anni.
L'opera: Bellum civile (Pharsalia)
- 10 libri, incompiuto (si interrompe con Cesare ad Alessandria); materia: la guerra civile fra Cesare e Pompeo (49–48 a.C.), culmine a Farsalo.
- Epos storico, non mitologico: la materia è cronaca recente, documentata, non leggenda.
- Abolizione dell'apparato divino: niente dèi che guidano l'azione (rottura radicale col genere); al loro posto il fato cieco e la fortuna. Il soprannaturale resta solo come orrido: presagi, necromanzia (l'episodio di Eritto).
- Tre protagonisti, nessun eroe: Cesare energia demoniaca e fulminea, Pompeo grandezza in declino (l'ombra del nome), Catone la virtù stoica integra ma sconfitta (victrix causa deis placuit, sed victa Catoni).
- Rapporto antifrastico con l'Eneide: dove Virgilio fonda, Lucano disfa; l'Eneide va dalla rovina (Troia) alla fondazione, la Pharsalia dalla potenza alla rovina (in sua victrici conversum viscera dextra). È l'anti-Eneide (→ Epos e anti-epos).
Stile
- Retorico, concettoso, iperbolico: sententiae, paradossi, gusto del macabro e dell'eccesso.
- Tono costante di pathos e indignazione: il narratore interviene, apostrofa i personaggi, maledice la guerra civile — il contrario dell'impassibilità epica.
I testi del programma (in lingua)
- Bellum civile I, 1–32 — Proemio: Bella per Emathios plus quam civilia campos; la guerra «più che civile» (fra parenti); il paradosso dell'elogio di Nerone (encomio sincero o iperbole che suona ironica? questione critica aperta).
- Bellum civile I, 126–157 — Cesare e Pompeo: la doppia similitudine: Pompeo quercia annosa, carica di trofei ma ormai senza radici; Cesare fulmine che squarcia e distrugge e torna a colpire.
- Bellum civile IX, 980–986 — l'immortalità poetica: Pharsalia nostra vivet; il poeta, davanti a Cesare a Troia, rivendica per sé il potere di dare fama eterna — autocoscienza del poema e suo "titolo" interno.
Collegamenti per il colloquio
- Epos e anti-epos — il percorso costruito su Lucano (con Petronio, Sat. 118).
- Seneca — lo stoicismo di famiglia: dalla cura dell'anima alla tragedia della storia; stessa morte nella stessa congiura.
- Livio — il sangue fraterno della fondazione (Romolo e Remo) come archetipo della guerra civile.
- Intellettuali e potere — il poeta da enfant prodige di corte a congiurato.