Giacomo Leopardi (1798–1837)
In una frase: il poeta-filosofo che dalla scoperta del «vero» (la natura indifferente, il piacere impossibile) trae non rassegnazione ma una poesia dell'infinito e, alla fine, un appello alla solidarietà umana.
Pensiero e poetica (dallo Zibaldone)
- Teoria del piacere: l'uomo desidera un piacere infinito; ogni piacere reale è finito → l'insoddisfazione è strutturale. Il piacere vero è solo nell'attesa e nell'immaginazione.
- Il vago e l'indefinito: ciò che non si vede e non si conosce per intero (suoni lontani, orizzonti chiusi) attiva l'immaginazione e dà piacere poetico; le rimembranze della fanciullezza sono la riserva di indefinito dell'adulto.
- Indefinito e infinito: l'infinito non esiste in natura: è un'illusione prodotta dall'immaginazione — ma è un'illusione necessaria.
- «Il vero è brutto»: la conoscenza distrugge le illusioni; il poeta moderno fa poesia sapendo il vero.
- Teoria della visione: il valore poetico degli ostacoli che limitano lo sguardo (la siepe!).
- Percorso del pessimismo: storico (natura benigna, ragione colpevole) → cosmico (la natura stessa è meccanismo indifferente, Dialogo della Natura e di un islandese) → l'esito eroico-solidale della Ginestra.
I testi del programma
- L'infinito — la siepe, il naufragar dolce: la teoria della visione fatta idillio.
- A Silvia — la speranza giovanile e il suo crollo: «all'apparir del vero / tu, misera, cadesti».
- Il sabato del villaggio — il piacere è nell'attesa (il sabato), non nel possesso (la domenica).
- Canto notturno di un pastore errante dell'Asia — le domande alla luna: il ciclo inutile della vita, «è funesto a chi nasce il dì natale».
- A se stesso — il cuore stanco dopo l'ultimo inganno: il punto più nero.
- La ginestra — sul Vesuvio: contro le «magnifiche sorti e progressive», la social catena degli uomini alleati contro la natura; il fiore che piega il capo senza viltà.
- Dialogo della Natura e di un islandese (Operette morali) — la Natura: «quando io vi offendo... io non me n'avveggo».
Ponti col latino
- Il tempo e la cura di sé — il Sabato del villaggio e la teoria del piacere accanto a Seneca: due diagnosi dell'infelicità legata al tempo (lo spreco per Seneca, l'attesa illusoria per Leopardi); per entrambi la lucidità è l'unico rimedio.
- La Natura indifferente dell'Islandese vs il fatum cieco di Lucano: due universi senza provvidenza.
- → Ponti fra latino e italiano