Luigi Pirandello (1867–1936)
In una frase: l'agrigentino (Nobel 1934) che smonta l'identità: la vita è flusso, le forme sono maschere, e l'umorismo è l'arte che «scompone il reale» e sente il dolore dietro il ridicolo.
Nota di casa: è l'autore che dà il nome alla nostra scuola.
Pensiero e poetica
- Vita e forma: la vita è flusso continuo e informe; per vivere in società la fissiamo in forme (nome, ruolo, famiglia) che sono maschere; chi se ne accorge non può più rientrarvi: può solo impazzire, morire o guardare gli altri vivere.
- L'umorismo (1908): differenza fra comico («avvertimento del contrario»: la vecchia imbellettata fa ridere) e umorismo («sentimento del contrario»: la riflessione mi dice che si trucca per trattenere il marito — e il riso si fa pietà). L'arte umoristica scompone il reale invece di comporlo.
- Relativismo conoscitivo: nessuna verità unica; io sono «uno, nessuno e centomila» — uno per me, centomila per gli altri, nessuno in assoluto.
I testi del programma
- L'umorismo — «Un'arte che scompone il reale»: la signora imbellettata; il «flusso della vita» e le forme.
- Ciaula scopre la luna (Novelle per un anno) — il caruso che scopre la luna: l'epifania che non riscatta (confronto d'obbligo con Rosso Malpelo di Verga: stessa cava, dal documento sociale al simbolo esistenziale).
- Il treno ha fischiato — Belluca impazzisce? No: ha sentito il fischio, ha visto il fuori; la "follia" come unica finestra nella forma.
- Il fu Mattia Pascal — capp. VII e IX: la costruzione di Adriano Meis e la sua crisi (l'identità inventata non è vivibile: senza stato civile non si è nessuno); capp. XII–XIII: lo strappo nel cielo di carta (se il teatrino si lacera, Oreste diventa Amleto: la coscienza moderna) e la lanterninosofia (le verità come lanternini colorati).
- Uno, nessuno e centomila — «Nessun nome»: la conclusione: Vitangelo Moscarda si dissolve nel flusso, vive «attimo per attimo», albero fra gli alberi.
Ponti col latino
- Metamorfosi e identità: Mattia Pascal che diventa Adriano Meis e Lucio che diventa asino in Apuleio: perdere la forma umana/sociale e guardare il mondo da fuori; ma Lucio ha Iside che lo salva, Mattia non ha nessun dio — il «fu» contro la rinascita (→ Il romanzo antico, Ponti fra latino e italiano).
- Maschera e teatro: la persona (maschera teatrale latina) come radice lessicale dell'intero sistema pirandelliano.
- L'umorismo e la satira: il «sentimento del contrario» accanto al riso dei satirici latini (→ Satira ed epigramma): Marziale ride dei tipi, Pirandello piange dentro il riso.
- Lo sdoppiamento e l'autocoscienza: il monologo di Medea in Seneca (Medea... fiam): il personaggio che si guarda diventare la propria forma tragica.