Età di Traiano, Adriano e degli Antonini (96–192 d.C.)
Quadro storico-politico
Con Nerva (96–98) si inaugura il principato adottivo: l'imperatore designa come successore il migliore, non il figlio. Seguono Traiano (98–117, massima espansione dell'impero), Adriano (117–138, consolidamento e filellenismo), Antonino Pio (138–161), Marco Aurelio (161–180).
- Il nuovo clima è percepito dai contemporanei come riconciliazione fra principato e libertà: è la rara temporum felicitas di cui parla Tacito (Historiae I, 1), il tempo in cui «è lecito sentire ciò che si vuole e dire ciò che si sente».
- Ma proprio Tacito mostra che la ferita del secolo precedente non è chiusa: scrivere la storia di Nerone e di Domiziano è il modo di elaborarla.
Quadro culturale
- Età traianea: fioritura della storiografia (Tacito) e della satira "indignata" (Giovenale); oratoria celebrativa (Plinio il Giovane, non in programma).
- Età adrianea: gusto arcaizzante ed erudito; biografia di Svetonio (segretario ab epistulis di Adriano).
- Età antonina: cultura "internazionale" greco-latina, Seconda Sofistica, religioni misteriche e culti orientali in espansione; in questo mondo si muove Apuleio, filosofo platonico, conferenziere e romanziere.