Marinetti e il Futurismo
In una frase: la prima avanguardia organizzata d'Europa: distruggere il passato, esaltare la macchina, la velocità e la guerra, liberare le parole dalla sintassi.
Modulo svolto dopo il 15 maggio.
Quadro
- F. T. Marinetti lancia il movimento da Parigi (Le Figaro, 20 febbraio 1909): l'avanguardia come gesto pubblico (manifesti, serate, provocazione).
- Programma: rottura totale con la tradizione e il «passatismo» (musei = cimiteri), culto della modernità tecnica e della velocità («un automobile ruggente... è più bello della Vittoria di Samotracia»), nazionalismo e interventismo.
I testi del programma
- Manifesto del Futurismo (1909) — i punti programmatici: l'aggressività, il «disprezzo della donna», la guerra «sola igiene del mondo», la demolizione di musei e accademie.
- Manifesto tecnico della letteratura futurista (1912) — la rivoluzione formale: parole in libertà, abolizione di sintassi, aggettivo e avverbio, verbi all'infinito, immaginazione senza fili, analogie ardite, «distruggere l'io nella letteratura».
Ponti col latino
- La guerra esaltata e la guerra maledetta: la «sola igiene del mondo» contro il Bellum civile di Lucano, dove la guerra è autodistruzione (in sua victrici conversum viscera dextra) — il confronto più netto del programma (→ Epos e anti-epos, Ponti fra latino e italiano).
- Distruggere il passato: il gesto futurista contro il culto romano degli exempla maiorum (Livio): due idee opposte del rapporto con la tradizione.
- La retorica del manifesto: la provocazione programmatica come genere — i manifesti poetici antichi (Persio, Choliambi; Marziale X, 4) erano già dichiarazioni di guerra letteraria.