Gabriele D'Annunzio (1863–1938)
In una frase: l'esteta che fa della propria vita un'opera d'arte («il vivere inimitabile»), passa dall'estetismo al superuomo e tocca il vertice lirico nel panismo di Alcyone.
Le fasi
- Estetismo (Il piacere, 1889): Andrea Sperelli, l'esteta che sostituisce il bello al bene; ma il romanzo mostra anche la crisi dell'estetismo: la menzogna, il vuoto, la sconfitta finale.
- Superomismo (da Nietzsche, semplificato): Le vergini delle rocce (1895) — Claudio Cantelmo e il programma di un'aristocrazia che disprezza la democrazia parlamentare e prepara il dominatore.
- Panismo (Alcyone, nelle Laudi): la fusione dell'io con la natura estiva.
I testi del programma
- Il piacere, II — Un ritratto allo specchio: Andrea Sperelli ed Elena Muti: «bisogna fare la propria vita come si fa un'opera d'arte»; la falsificazione estetica dell'esistenza.
- Il piacere, libro IV (conclusione) — la sconfitta dell'esteta: l'asta dei mobili di Elena, Andrea che segue i facchini su per le scale: il vuoto.
- Le vergini delle rocce, I — il programma politico del superuomo.
- La sera fiesolana (Alcyone) — le «laudi» francescane rovesciate in liturgia sensuale; la sera come creatura.
- La pioggia nel pineto (Alcyone) — la metamorfosi panica: «piove su i nostri vólti silvani»; Ermione; la musica verbale come incantesimo.
Ponti col latino
- L'esteta antico e moderno: Andrea Sperelli e Petronio elegantiae arbiter (Tacito, Ann. XVI, 18–19): la vita come stile, l'estetizzazione di tutto — perfino della morte (il suicidio di Petronio come "vivere inimitabile" capovolto). È il ponte più forte del programma (→ Ponti fra latino e italiano).
- La metamorfosi panica: la fusione uomo-natura della Pioggia nel pineto e la metamorfosi punitiva di Lucio in Apuleio: il mutare forma come estasi vs come caduta (→ Il romanzo antico).
- Il superuomo che disprezza la massa e il vir bonus di Quintiliano: due antropologie opposte dell'eccellenza.