Quintiliano (ca 35 – 96 d.C. ca)
In una frase: il primo professore pubblico di Roma, che nell'Institutio oratoria fa della formazione dell'oratore un progetto educativo totale: il vir bonus dicendi peritus.
Vita essenziale
- Nasce a Calagurris (Spagna) verso il 35; formazione a Roma.
- Sotto Vespasiano ottiene la prima cattedra pubblica di retorica stipendiata dal fisco (→ Età flavia): insegna per circa vent'anni (fra gli allievi, Plinio il Giovane).
- Ritiratosi dall'insegnamento, scrive l'Institutio; Domiziano gli affida i pronipoti e gli conferisce gli ornamenta consularia.
L'opera: Institutio oratoria
- 12 libri: il percorso completo dell'oratore dalla culla alla professione — educazione del bambino (I), scuola di retorica (II), tecnica retorica (III–XI, con la celebre rassegna degli autori greci e latini nel X), e infine il ritratto morale dell'oratore perfetto (XII).
- Riprende l'ideale catoniano del vir bonus dicendi peritus: non c'è vera eloquenza senza onestà; l'oratore perfetto è prima di tutto un uomo buono.
- Pedagogia: sorprendentemente moderna — meglio la scuola pubblica della precettistica privata (socialità, emulazione); valore del gioco nell'apprendimento; no alle punizioni corporali; rispetto delle inclinazioni individuali; centralità del maestro, che deve farsi genitore negli affetti (parentis adfectum).
- Sulla decadenza dell'eloquenza: la causa è morale e scolastica (cattivi maestri, declamazioni avulse dalla realtà), non politica — risposta implicitamente diversa da quella del Dialogus di Tacito (→ La decadenza dell'eloquenza).
- Classicismo: il modello è Cicerone; di qui il celebre giudizio su Seneca (X, 1, 125–130): ingegno ricco ma stile «corrotto» e pericoloso per i giovani, dulcia vitia; «se non avesse amato tutto ciò che era suo», sarebbe stato più grande.
I testi del programma
In lingua:
- Institutio oratoria II, 10, 1–7 — La scuola deve preparare alla vita: le declamazioni scolastiche vanno bene solo se restano vicine alla realtà dei processi veri; condanna dei temi fantastici (maghi, pestilenze, oracoli) coltivati per puro virtuosismo.
In italiano:
- Inst. I, 1, 12–23 — L'importanza del gioco: l'apprendimento precoce come gioco, senza forzature: che il bambino non odi lo studio prima di poterlo amare.
- Inst. II, 2, 4–13 — Il maestro ideale: severo ma non cupo, affettuoso ma non debole; lodi misurate, correzioni senza umiliare.
- Inst. X, 1, 125–130 — Il giudizio su Seneca: ammirazione e condanna; il problema dello "stile nuovo" come questione educativa.
- Inst. XII, 1, 1–13 — L'oratore deve essere onesto: ripresa e fondazione filosofica del vir bonus: l'eloquenza al servizio del male non è eloquenza.
Collegamenti per il colloquio
- Educazione e scuola — il percorso costruito su Quintiliano (con Seneca e Petronio Sat. 1–2).
- La decadenza dell'eloquenza — le tre diagnosi a confronto: Petronio (scuola), Quintiliano (morale/didattica), Tacito (politica).
- Seneca — lo scontro fra classicismo e stile nuovo.