Epos e anti-epos

Tesi del percorso: dopo Virgilio l'epica non può che fare i conti con l'Eneide. Lucano la rovescia (anti-mito, anti-provvidenza, anti-fondazione); Petronio, attraverso Eumolpo, ne discute il cantiere; sullo sfondo, il fratricidio liviano come archetipo.

I testi della catena

  1. Lucano, Bellum civile I, 1–32 (in lingua) — il proemio rovesciato: non arma virumque ma bella plus quam civilia; non un eroe ma un popolo che si squarcia le viscere (in sua victrici conversum viscera dextra); l'elogio di Nerone come unico "dio" superstite del poema (sincero? iperbolico? la questione critica).
  2. Lucano, I, 126–157 (in lingua) — quercia e fulmine: i due protagonisti per similitudine; né l'uno né l'altro è Enea: manca il pius, manca il fine provvidenziale.
  3. Lucano, IX, 980–986 (in lingua) — Pharsalia nostra vivet: l'unica certezza rimasta è la poesia: il poema che si autoproclama immortale davanti alle rovine di Troia (rovesciamento del rapporto Enea/Troia).
  4. Petronio, Satyricon 118 (in italiano) — Eumolpo e la poesia sublime: il manifesto del poetastro: l'epica storica esige l'apparato divino (per ambages deorumque ministeria); che sia una critica a Lucano è l'interpretazione corrente — ma in bocca a Eumolpo ogni teoria si incrina (autore nascosto).
  5. Archetipo: Livio I, 7 — Romolo e Remo: la fondazione nel sangue fraterno; la guerra civile come destino iscritto nelle origini (→ Mito e origini di Roma).

Schema del rovesciamento lucaneo

Eneide Bellum civile
dal disastro (Troia) alla fondazione dalla potenza all'autodistruzione
dèi presenti e provvidenza dèi assenti, fato cieco e fortuna
un eroe, pius tre protagonisti, nessun eroe
mito storia documentata
il poema del principato il poema della libertà perduta

Aggancio interdisciplinare

Italiano: epica e anti-epica (Ariosto/Tasso; il romanzo come epica borghese); Greco: Omero e la rielaborazione tragica del mito; Storia: le guerre civili come trauma fondativo delle nazioni.